<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513</id><updated>2011-11-22T07:34:56.849-08:00</updated><title type='text'>uppsomatosis</title><subtitle type='html'>Un'analisi fredda e spensierata di un latino nella terra delle bionde... e che bionde!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-112052283128886367</id><published>2005-07-04T16:41:00.000-07:00</published><updated>2005-07-04T17:20:31.300-07:00</updated><title type='text'>Come gli indiani</title><content type='html'>Tutti noi da bambini abbiamo giocato almeno una volta agli indiani. Mettevamo una penna dietro all'orecchio, magari qualche linea colorata sul volto e urlavamo compiendo quello strano gesto con cui ti tappi la bocca ad intervalli regolari emettendo quello strano suono che probabilmente nessun indiano mai si sarebbe permesso di emettere.&lt;br /&gt;Quello che invece non potevamo fare, ma che però non mancava comunque nel nostro immaginario, era spostarsi in canoa in piccoli ruscelli disseminati di tratti di acque bianche, costeggianti vaste praterie abitate da mandrie di bufali e bisonti.&lt;br /&gt;Sognavamo di vivere splendide avventure contro grossi orsi bruni, lupi e cinghiali, che terminavano la sera con il ritorno alla capanna attorno ad un fuoco fumando il calumet della pace (ok forse la parte della pipa si è aggiunta col tempo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La canoa indiana (o canadese) è simbolo di avventura, di ricerca, di libertà. Avevamo qualche giorno libero, così un gruppo composto da me, Martin (CZ), Sascha (DE), Peter (NL) decidiamo di prendere a noleggio due canoe ed esplorare le torride acque che portano ad una cittadina situata a pochi kilometri dalla norvegia chiamata Saelen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo (metà di giugno) la temperatura si aggirava attorno ai 10-15 gradi e il mio istinto italiano mi diceva che un'avventura è divertente solo quando è piacevole. E no, 15 gradi non sono piacevoli. Ma poi, per non fare la figura del fesso, ho deciso di non tirarmi indietro; così un bel venerdi mattina, armati di tende, fornelletto a gas da campeggio, cibo e indumenti piu' o meno adeguati, carichiamo l'auto e partiamo alla volta di Saelen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una legge molto bella qui in Scandinavia è il campeggio libero. Ogni persona è libera di campeggiare una notta su qualunque terreno non presenti un cartello che intenda il contrario, purchè la tenda sia ad almeno 100m dalla casa e non sia visibile dai suoi abitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di iniziare a remare però decidiamo di visitare una delle più grandi cascate della Scandinavia: si presenta molto alta ed ancora innevata, il sentiero per raggiungerla non è segnato. Ciò nonostante, le fatiche valgono il prezzo del biglietto.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/cascata.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Dopo la cascata è tempo di armare le canoe e dare inizio all'avventura. Abbiamo da percorre 70km in 3 giorni, una distanza tuttaltro che proibitiva, anzi teoricamente talmente facile da costringergi a dosare le noste sedute in sella.&lt;br /&gt;Il fattore scuffio è sempre in agguato così decidiamo di mettere tutto il materiale in sacchi di plastica, non vogliamo bagnare cibo e vestiti.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/canoe_armate.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Una volta armate le canoe si parte. L'ambientazione si presenta come una classica vegetazione scandinava con le rive coperte da terreno paludoso che non rende semplice il campeggio. &lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/paesaggio.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;La prima sera montiamo le tende in un bellissimo angolo di fiume dove possiamo godere dello spendido quanto interminabile tramonto scandinavo. Siamo stati fortunati, il tempo non è dei peggiori e solo un leggera piggia ci ha colpito per pochi minuti. Accendiamo un fuoco, consumiamo pasta al sugo e qualche birra, e decidiamo poi di andare a dormire.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/canoe_parcheggiate_tramonto.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/primo_fuoco.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;All'indomani, secondo giorno, il cielo non promette niente di buono. Grossi nuvoloni coprono il sole che non può così scaldarci. L'assenza di montagne ci permette di notare che questa vasta distesa di nuvole si estende fino all'orizzonte in tutte le direzioni. Il mio naso fiuta sfiga, sfiga in grosse secchiate.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/nuvoloni.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Il fiume non è troppo impervio, anzi ogni tanto il livello dell'acqua è così basso da non poter evitare di arenarci. I nostri compagni decidono di spingere, noi che non vogliamo bagnarci le scarpe saltiamo e ci dondoliamo ed in qualche modo ce le caviamo. A sera ci accampiamo in un territorio evidentemente in possesso di qualcun'altro: i castori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a noi, quasi come un cimitero, possiamo notare solo una vasta area boscosa coperta da tronchi, che come cadaveri giacciono uno sull altro in un numero ed in una forma quasi sistematica che ti lascia pensare ad una presenza umana. Le tracce sui tronchi tuttavia non lasciano dubbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/castori.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esploriamo un po' l'area, poi il freddo ci da consiglio e dopo aver acceso il fuoco decidiamo di accamparci ed aprire la bottiglia di vodka. La giornata ci ha presentato anche alci, mucche, renne e stambecchi. Domani andremo alla ricerca dei castori.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/secondo_fuoco.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Se il giorno precedente ci aveva riservato freddo e grigio, l'ultimo giorno ci porta a brutte notizie di ogni genere. Prima: quasi subito dopo l'inizio della giornata un'area un po' troppo difficile del fiume mette in difficoltà i nostri compagni di sventura riempiendo la loro canoa di acqua e bangnando così loro e parte dei bagagli. Anche Martin, che sta in canoa con me, si bagna, ma scivolando su una pietra...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/scuffio.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accendiamo subito un fuoco cercando di riscaldarci con un caffe' caldo, mentre loro cercano di cambiarsi e di asciugare gli indumenti di prima necessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nuvole si fanno sempre più scure, la temperatura scende, la stanchezza aumenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo problema riguarda la nostra posizione e più nello specifico la distanza dalla cittadina dove dobbiamo lasciare le canoe. Abbiamo come punto di riferimento un paio di ponti che il ragazzo norvegese che ci ha portato al punto di partenza ci ha fatto notare. Come scopriremo dopo le distanze che ci siamo segnati sono sbagliate. A questo punto del viaggio (terzo giorno) dovremmo essere quasi arrivati ad una grossa cittadina, questa invece stenta a farsi raggiungere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come non bastasse inizia a piovere, e non ne vuole proprio sapere di smetterla. Bagnati, infreddoliti, stanchi e disorientati decidiamo di accamparci nella prima cittadina che troviamo. Sulla riva troviamo una piccola Stuga (casa estiva svedese) con un tavolo coperto da una tettoia di legno. Decidiamo di accamparci li in attesa di tempi migliori. Questi non arrivano così accendiamo il fuoco (lascio immaginare come sia stato difficile trovare del legno da ardere considerata la pioggia) e apriamo l'ultima bottiglia di vodka rimasta. Domani penseremo a cosa fare. La serata passa tranquilla. Mangiamo, beviamo e ancora una volta chiacchieriamo di storia e di politica. Nel gruppo c'è Peter che studiando scienze politiche può fungere quasi da moderatore, poi c'è Martin che venendo da Praga ha sviluppato delle preoccupanti idee destrorse e Sascha che è cresciuto nella Germania Est. Poi ci sono io.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/stuga.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;L'indomani presenta ancora pioggia ed i vicini ci informano che siamo solo a metà strada e che davanti a noi rimane la parte del fiume più lenta e piatta. Esausti e consci ormai del fatto che la parte più bella ed interessante del fiume è alle nostre spalle gettiamo la spugna e chiamiamo Michael, il proprietario delle canoe. In mezz'ora ci viene a prendere. Facciamo colazione, prepariamo i bagagli ed attendiamo in strada il suo arrivo. &lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/canoe_trip/fine.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;L'avventura è finita, mi rimane un bellissimo ricordo di questa esperienza, dei miei compagni, così come mi rimane una febbre a 39 ed una dissenteria che non mi darà tregua per tutta la settimana successiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-112052283128886367?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/112052283128886367/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=112052283128886367' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/112052283128886367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/112052283128886367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/07/come-gli-indiani.html' title='Come gli indiani'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111867586024057392</id><published>2005-06-13T08:07:00.000-07:00</published><updated>2005-06-13T08:17:40.246-07:00</updated><title type='text'>Vater Tag</title><content type='html'>Un piccolo carrello di stoffa a quadri scozzesi, le ruote, due, non hanno un diametro maggiore di 10 cm. E' fresco, forse per via della birra e del ghiaccio che lo riempiono e gli fanno produrre quel suono famigliare di bottiglie che sbattono una contro l'altra ad ogni sobbalzo. E' un suono famigliare che mi ricorda il sorriso di mio padre che mi tiene la mano mentre insieme a Helmut, grande amico di papa' sin dai tempi dell'accademia, camminiamo per il bosco di Einbeckdorf, dove sono cresciuto.&lt;br /&gt;E' durante un Vater Tag che ho imparato ad accendere il mio primo fuoco, solamente facendo uso di un gruzzolo di foglie secche, rametti secchi ed una coppia di pietre fuocaie. Ed è sempre durante uno di questi giorni che papa' mi insegnò che bisogna sempre stare attenti alle donne che ti tieni attorno, perchè di un amico ti puoi fidare ma di una donna no. Non ho mai capito perchè papà ci tenesse tanto affinchè imparassi questa lezione, io non ci ho mai creduto veramente. Quello che so è che raramente mi sono sentito così in pace ed al sicuro come quando passavo con lui queste splendide giornate immersi nella natura e io cercavo di imitarlo in ogni sua più piccola azione, come se potessi diventare adulto per un giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vater Tag è in Germania una sorta di giorno del papà da passare all'aria aperta con birre ed amici in una sorta di proclamazione di indipendenza sessuale maschile. Col tempo, vuoi per l'alcool, vuoi per la bellezza della natura circostante, si è trasformato in Men's Day, dove amici di ogni età si trovano sempre nella solita ambientazione, con il solito carrello pieno di birra.&lt;br /&gt;Ho molti amici tedeschi qui e sono stato molto felice di accettare il loro invito a passare un Vater Tag con loro. Ci troviamo davanti a casa mia alle 9 (sì, del mattino) e una volta raccolti tutti i partecipanti è tempo di brindare con la prima birra.&lt;br /&gt;Il gruppo è composto da me, Arne, Ben, Kim, Sascha e Martin, un gruppo in maggioranza di tedeschi ma che unisce anche Italia, Australia e Repubblica Ceca. Ci dirigiamo verso il bosco, abbiamo deciso di girare attorno ad Uppsala passando per i boschi, non dovremmo perderci. Ovviamente siamo ottimisti.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/himmelfahrt03.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/himmelfahrt04.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Le prime ore le passiamo vagando senza meta. La birra scorre, ma senza mai superare i limiti. Il bosco non è troppo impegnativo, ma riserva comunque qualche guado e qualche ponte di fortuna.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/ponte.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/kim.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Dopo pranzo la nostra destinazione prende forma, ma il tragitto che ci unisce ad essa è ancora a noi oscuro. Così cercando disperatamente una direzione, perdendoci ogni quindici minuti ci ritroviamo in fattorie e campi. &lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/himmelfahrt22.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/himmelfahrt23.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Stanchi ed ebri passiamo qualche ora a rotolarci nella paglia e nell'erba fresca ed umida che qualche contadino ha raccolto in rotoli di plastica bianca. La giornata continua con splendide quanto improbabili conversazioni fino al tramonto (Si parla di inizio maggio, quando il tramonto significa ancora l'inizio del buio).&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/gruppo1.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/gruppo2.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/gruppo3.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/ben.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Per la fine della giornata abbiamo organizzato un barbeque con le ragazze. La giornata è passata senza intoppi, in una tradizione che cerchero' di portare con me, magari per quando per me Men's day si trasformerà in Vater Tag.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/father_tag/bbq2.jpg.small.jpg"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111867586024057392?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111867586024057392/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111867586024057392' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111867586024057392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111867586024057392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/06/vater-tag.html' title='Vater Tag'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111608677150196318</id><published>2005-05-14T08:52:00.000-07:00</published><updated>2005-05-14T09:06:11.513-07:00</updated><title type='text'>Valborg</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Valborg e' la festa che dovrebbe celebrare la fine del freddo qui nei paesi scandinavi, il benvenuto al bel tempo e al verde che dappertutto dovrebbe apparire, colorando il paesaggio con le tinte pastello classiche del nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Svezia invece si e' tramutata nella festa dell'alcool. Cosi il locale System Boulaget ha chiuso due giorni prima, per paura di attacchi da parte di folle ubriache (e' successo qualche anno fa dove la gente ha fatto festa dentro al negozio... quale idea migliore?), e si e' organizzata con guardie private per mantenere l'ordine davanti all'entrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/systembolaget05.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Si e' creata cosi una lunga coda fino a raggiungere l'uscita dell'intero edificio, un centro commerciale piuttosto grande. La guardia giurata aveva il compito di far entrare solo 20 persone alla volta, e i presenti, come me e Martin, potevano notare la gente uscire con sacchetti pieni di alcool, di ogni tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/systembolaget07.jpg"&gt;&lt;br /&gt;La giornata comincia alle 7:30 del mattino, con la sveglia che suona ma neanche lei sa perche', e' sabato mattina, fuori e' nuvoloso e freddo. Ho appuntamento con gli amici da un amico che abita a 30 metri da qui, per la classica colazione a base di fragole e spumante. Ovviamente classica per la Svezia e per Valborg.&lt;br /&gt;Non me la sento e ad intervalli di 8 minuti mi trascino fino alle 9:30. Mi alzo, chiamo Djana, dove siete? Siamo al fiume, la gara sta per cominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah gia'... la gara! Qui ad Uppsala Valborg e' un vero e proprio evento, accorrono da tutta la Svezia e paesi lontani, si contano circa 200.000 nuovi venuti per questa due giorni di teppismo. Ad ogni modo si parlava della gara.&lt;br /&gt;Gruppi di studenti si organizzano per costruire una barca con materiale base come polistorolo ed assi di legno, per percorrere poi le poche centinaia di metri fino alla cascata in centro citta'. Quest'anno 80 imbarcazioni si sono presentate da tutta la Svezia e tutta la popolazione festante si e' radunata sulle rive di questo gelido fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/lode12.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Arrivo alle 10:30 circa, la gara non e' ancora cominciata, al meno non quella tra le barche. Si possono subito notare litri e litri di alcool sgorgare fuori da bottiglie di tutte le forme e colori, come a voler emulare il fiume che scorre di fianco. La gara e' tuttavia simpatica, le barche sono piuttosto originale, al meno per la Svezia, e gli spettatori si uniscono festanti ai naviganti, che infreddoliti cercano di movimentare il tutto con gavettoni e pistole ad acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/valborg03.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/valborg04.jpg"&gt;&lt;br /&gt;La giornata si spinge cosi fino alle 13:30, quando decidiamo di andare in giro per la citta'. E' un vero delirio, la gente e' tutta ubriaca, ci sono concerti sui tetti dei palazzi, tutti sono stranamente socevoli. Io sono sobrio. E' tempo di mangiare, ci riuniamo a casa mia dove possiamo riposare un po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/valborg08.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Per il resto della giornata ci trasciniamo da un posto all'altro, da una Nation all'altra. Le Nation organizzavano alle 3 un altro brindisi a base di fragole a spumnante, e davanti a quelle piu' popolari si sono formate code da richiedere l'intervento della polizia dal momento che bloccavano il traffico di tutto il quartiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/valborg/valborg10.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Cosi mi trascino da un posto all'altro, e la pioggia incessante, seppure non abbondante, ci accompagna. Il tutto finisce ad un barbecue, dove posso vedere gli svedesi smaltire le sbornia. E posso finalmente chiedere ad uno di loro la domanda che mi martella da qualche giorno: "ma com'e' che dopo una giornata cosi viva e piena di vita voi possiate tornare alle vostre triste vite silenti e chiuse?".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111608677150196318?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111608677150196318/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111608677150196318' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111608677150196318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111608677150196318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/05/valborg.html' title='Valborg'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111565773739042754</id><published>2005-05-09T09:38:00.000-07:00</published><updated>2005-05-09T09:55:37.440-07:00</updated><title type='text'>Humor inglese</title><content type='html'>Nick viene da Londra, è grande fan del Liverpool e ne fa sfoggio cantando quando può "You'll never walk alone". E' largo quanto è alto, porta corti capelli rossi, lentiginoso, ha la faccia più inglese del Principe Carlo e di Mister Bean messi insieme, e ne sa una più del diavolo.&lt;br /&gt;In tasca porta un fiaschetto metallico da cui sorseggia regolarmente il suo Jack, come lo chiama lui.&lt;br /&gt;Ma ieri, alla festa di addio a Caecilie (buona fortuna), con il suo portamento e il suo accento cockney pittorescamente marcato ha tirato fuori delle pillole di saggezza sulla Svezia, dalle quali ne estraggo tre e le riporto qui "a memoria".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La vita in Svezia è come un bel romanzo dove di giorno non succede mai niente."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, parlando della pantomima delle code con numerino anche dal ferramenta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il modo di battere la Svezia in guerra potrebbe essere quella di dargli un numerino e convincerli a rispondere alle bombe solo all'apparire del loro numero sul tabellone elettronico, e poi nascondere il tabellone."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Esiste una serie di Survivor scandinava. Mandano in Groenlandia uno svedese, un danese, un norvegese e uno svedese. Durante il primo giorno l'islandese mostra agli altri come pescare, il secondo giorno il danese inizia l'organizzazione del piccolo gruppo, il terzo giorno il norvegese si preoccupa della difesa dell'accampamento, raccontando le storie dei suoi antenati. Il quarto giorno il naufrago islandese organizza sessioni di pesca e tutto il necessario per le altre vivande. Il quinto giorno lo svedese aspetta ancora di essere presentato agli altri."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungo solo che mi ha definito "An educated liberal gentleman".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111565773739042754?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111565773739042754/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111565773739042754' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111565773739042754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111565773739042754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/05/humor-inglese.html' title='Humor inglese'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111416412170641768</id><published>2005-04-22T02:54:00.000-07:00</published><updated>2005-04-22T03:04:45.656-07:00</updated><title type='text'>Baltico</title><content type='html'>Spesso avevo sentito parlare di Lettonia, Estonia, quasi sempre perche' una di queste nazioni finiva nell'insignificante girone di qualificazione dell'Italia ai mondiali di calcio. Ora ne ho visitato le capitali e mi hanno imbarazzato.&lt;br /&gt;Non che queste citta' siano imbarazzanti. Anzi, direi che sono le nostre citta' ad essere imbarazzanti a confronto. Ma no, non e' l'n-esimo paragone tra nazioni e culture, questa volta scrivo per ammettere la mia colpa e chiedere scusa.&lt;br /&gt;Chiedere scusa per aver associato queste nazioni solo a colf a basso prezzo, a una totale assenza di gusto nel vestire (in questo caso non a torto... a quanto pare sono esaltati dal 'leopardato', e smalto per unghie dai colori impossibili), a mano d'opera galoppante, e a tanto altro.&lt;br /&gt;Ho visto citta' luccicanti dai mille colori, illuminate da una splendida architettura, dai resti di una cultura che stenta a scomparire, citta' che non vogliono dimenticare la doppia occupazione comunista nazista. &lt;br /&gt;Ho visto citta' vive anche di notte dove la gente si diverte senza eccessi. Ho visto splendide bmw serie 7 davanti a splendidi palazzi secolari perfettamente mantenuti, con bancomat proiettanti immagini e suoni.&lt;br /&gt;Direi che in citta' vivono soprattutto i ricchi, e che ricchi. La differenza tra campagna e citta' e' di quelle che si trovano solo nei libri che raccontano storie di inizio secolo, di fuga dalla campagna.&lt;br /&gt;Ho visto diverse culture, ho visto citta' in corsa, ho visto un sacco di turisti... turisti di merda... sì, come me.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/_arlanda01.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/tallin05.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/tallin06.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/tallin07.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/riga05.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/riga10a.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/riga13.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/riga17.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/talin-riga/riga20.jpg.small.jpg"&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111416412170641768?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111416412170641768/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111416412170641768' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111416412170641768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111416412170641768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/04/baltico.html' title='Baltico'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111163588553818569</id><published>2005-03-23T19:44:00.000-08:00</published><updated>2005-03-23T19:44:45.540-08:00</updated><title type='text'>La vita in un bicchiere</title><content type='html'>C'è chi si è 'lamentato' che io scriva in modo troppo discontinuo o che aspetti troppo a scrivere. Come ho già sottolineato in un altro post precedente, non voglio ridurre questo mio diario da internauta in una poltiglia come se ne trovano ormai a bizzeffe, nella rete. Cerco di scrivere quando ho qualcosa da dire e non viceversa.&lt;br /&gt;E com'è possibile che non abbia niente da dire, vista l'esperienza che sto vivendo? Questa è una legittima domanda che porrei anche io (ADDIRITTURA! allora è davvero intelligente!), ma, e questa è una risposta che odierei ricevere, bisogna vivere questa esperienza per capire che essa è fatta di piccoli momenti non portabili su questo diario. E'  difficile descrivere e selezionare dei momenti che meriterebbero una menzione in un post, ed è ancora più difficile, una volta si sia così fortunati da trovarne alcuni, riportarli senza banalizzarli.&lt;br /&gt;Sono momenti, piccole scheggie (sì, è una metafora inflazionata) in cui ti rendi conto che stai vivendo su un altro pianeta, una vita parallela. L'esperienza Erasmus è una vita parallela, su una pianeta parallelo, in un tempo parallelo non esattamente definito. Non è un'altra dimensione, non è un ambiente alieno e sconosciuto. E' parallela. E' un mondo che conosci ma che non riconosci. Purtroppo queste due rette parallele, in un universo tuttaltro che perfetto, trovano convergenza nel momento del ritorno. Come queste convergano e quale sia la forma della stella che ne risulta non è ancora mio oggetto di studio, e, al momento, spero che questo avvenga il più tardi possibile.&lt;br /&gt;E' una moltitudine di piccoli flash, fatta da biciclettate verso il castello sulla collina, facendo a gara a chi arriva per primo, in cui ognuno telecronaca la 'volata' nella sua lingua. E' fatta di abbracci che non avresti mai pensato di dare o di ricevere. E' fatta di abbracci di cui non avresti mai pensato di aver bisogno.&lt;br /&gt;E' fatta di sorrisi e silenzi. E' fatta di conversazioni che non avresti mai pensato di poter fare. E soprattutto, di cose che non avresti mai pensato di fare. &lt;br /&gt;Che sia perchè non parli la tua lingua, e quindi sei privo dei freni dovuti al 'peso' di certe frasi, o perchè vivi in uno stato di coscienza in cui, come ho detto, vivi in un ambiente disconnesso da quello 'reale'. Comuque sia, è un'esperienza intensa, compressa.&lt;br /&gt;Tutto viene compresso. Sono compresse le serate, i viaggi, le cene, sono compressi i tempi che ti concedi per conoscere e giudicare una persona. I tempi che impieghi per conoscere una persona e considerarla amica. Il tempo che impeghi per aprirti.&lt;br /&gt;Non so come andrà a finire, sono a metà del mio viaggio. Non so che forma avrà il pianeta su cui tornerò ad agosto, quello che so è che questo viaggio andava intrapreso e sono felice di averlo fatto. E questo mio diario me lo ricorderà in un modo che solo io potrò vivere, quindi lasciatemelo scrivere alla mia maniera, perchè questi sono i miei giorni, e voi umani non potete nemmeno immaginare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111163588553818569?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111163588553818569/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111163588553818569' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111163588553818569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111163588553818569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/03/la-vita-in-un-bicchiere.html' title='La vita in un bicchiere'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111111711091697490</id><published>2005-03-17T19:25:00.000-08:00</published><updated>2005-06-16T06:37:06.700-07:00</updated><title type='text'>Il viaggio, il gruppo.</title><content type='html'>Parlavo, nella mia ultima pagina, di un viaggio. Beh, questo viaggio è stato al Nord, al Nord del Nord, per essere precisi, a pochi kilometri dalla fine della scandinavia, nel parco nazionale di Abisko.&lt;br /&gt;Questo viaggio mi rimarrà per tutta la vita, penso (ah queste promesse, possono essere mai mantenute?), per vari motivi.&lt;br /&gt;Penso di aver visto per la prima volta nella mia vita un paesaggio che considererei alieno.&lt;br /&gt;Posto alcune foto di modo che tutti si possano rendere conto di cosa Madre Natura possa fare quando ci si mette. Se solo si concentrasse sulla salute del nostro Presidente del Consiglio... vabè certi auguri non sono carini (non che non se lo meriti, lo stronzo).&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/slitta.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/panorama_kiruna.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/panorama_kiruna2.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;In compagnia di quattro simpatici teneroni, ho esplorato per un'ora circa il bosco. Sono stato ripreso dagli addestratori perchè non li facevo tirare abbastanza e loro se la sono così presa comoda. Infatti, vista la mia bontà, mi sono fatto metà tragitto, sopratutto i tratti in salita, spingendo la mia simpatica slitta... e emettendo i miei simpatici litri di sudore. Tutto sommato è stato uno sballo... gli svedesi sanno come preservare la Natura e come godersela.&lt;br /&gt;Abbiamo visitato la miniera di Kiruna... due palle. Da un punto di vista tecnico, è abbastanza interessante, le macchine sono tutte comandate a distanza, è la miniera sotterranea più grande ed organizzata del globo. Da un punto di vista turistico, una miriade di informazioni che solo l'abbonato a “Si, viaggiare” può apprezzare.&lt;br /&gt;Piccola nota: per continuare ad estrarre i minerali dopo il 2008 dovranno spostare la città... no, non mi sono sbagliato, spostano la città, case, municipio e compagnia bella.&lt;br /&gt;Cosa rimane? La compagnia. Come dei giovani hobbit, abbiamo creato un'allegra compagnia di amici, molto affiatata (e come potevamo non essere, noi maschietti, affiatati? Il rapporto era 1:2 con le ragazze), che è stata capace di riempirsi le giornate di splendide esperienze. Con un po' di giorni di esperienza ulteriori, posso dire che il gruppo ne ha giovato parecchio. Molte amicizie si sono solidificate, altre si sono rivelate. Altri fatti hanno necessitato approfondimento. Comunque sia, ciò che è emerso, è che la parola d'ordine per l'esperienza Erasmus è sicuramente: intensità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111111711091697490?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111111711091697490/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111111711091697490' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111111711091697490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111111711091697490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/03/il-viaggio-il-gruppo.html' title='Il viaggio, il gruppo.'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-111031187470333154</id><published>2005-03-08T20:42:00.000-08:00</published><updated>2005-03-09T03:12:02.776-08:00</updated><title type='text'>Ritorno a casa</title><content type='html'>Posto un po' in ritardo, ho avuto da fare, sono stato al nord con amici e CAZZI VARI (e soprattutto miei).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7:10 - stessa sala d'attesa, stessa fila di sedie, stesso gate, stesso giorno della settimana, stesso orario. Ovviamente anche la destinazione è la stessa. Nulla è cambiato... nemmeno la totale assenza di donne, belle donne, si intende.&lt;br /&gt;Sono passate 6 settimane da quando per la prima volta ho intrapreso questo viaggio, ma il mio stomaco pare non ricordarselo e si irrigidisce comunque. Lo accarezzo. Quante ne abbiamo passate io e lui.&lt;br /&gt;Inizia l'imbarco, questa volta in orario... qualcosa per una volta è diverso... sono in Italia, ancora per poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13:10 - sono sul treno per Uppsala, parte in perfetto orario, mi ci sincronizzo l'orologio.&lt;br /&gt;Prendere il biglietto, il numero, la coda, è stato semplicissimo, finalmente non sento più parlare italiano. Quando parlo con la splendida bionda alla biglietteria mi scopro con un sorriso sul volto. Sono felice di essere di nuovo qui.&lt;br /&gt;Prima di partire ero un po' teso, ero felice di tornare, felicissimo di ritrovare i miei amici, ma dopo 2 settimane a Milano mi ero riambientato... e questa volta la novità, l'avventura, il pepe, quella spinta verso l'ignoto che solo personaggi come il Capitano Kirck e l'equipaggio della sua Enterprise hanno conosciuto, manca. Anzi no, ha cambiato forma.&lt;br /&gt;In effetti qui, tutto è rimasto uguale, nevica. Cristo come nevica.&lt;br /&gt;In effetti qui, tutto è rimasto uguale, sono circondato da splendide bionde.&lt;br /&gt;In effetti qui, tutto è rimasto uguale, le osservo da lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi due giorni sono stati davvero difficili. Con l'eccitazione di un bambino col suo giocattolo nuovo, ho cercato subito di chiamare i miei amici, per riambientarmi, per non sentirmi di nuovo a capo, per vedere quanto ho lasciato in un mese in queste persone.&lt;br /&gt;Sono tutti impegnati, ognuno per qualche motivo, io no.&lt;br /&gt;Il primo giorno passa. Il secondo pure. Djana mi scrive, finalmente, c'è il compleanno di Sascha, porta il tuo alcool specifica, anche su questo fronte tutto è rimasto uguale.&lt;br /&gt;La festa è delle solite, tutti attorno ad un tavolo a sparare cazzate, e le conversazioni migliorano col crescere del tasso alcolico. Ma è un crescere che quasi non te ne accorgi, come quando al buio i tuoi occhi si ambientano, ma per te nulla appare.&lt;br /&gt;Alla fine della festa, tutti mi confessano che sono felici che sono tornato e ci diamo appuntamento al giorno dopo. Il giorno dopo è il giorno prima del viaggio a Kiruna, così come oggi è sempre il giorno prima di domani.&lt;br /&gt;Ma questo è un altro post, e ce ne saranno ancora per alcuni mesi, per fortuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-111031187470333154?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/111031187470333154/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=111031187470333154' title='18 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111031187470333154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/111031187470333154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/03/ritorno-casa.html' title='Ritorno a casa'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110916656623350118</id><published>2005-02-23T15:21:00.000-08:00</published><updated>2005-02-23T05:49:26.236-08:00</updated><title type='text'>Everyone Around Here, Everyone Has Got Fear!</title><content type='html'>Fuori è grigio, un fredda brezza si inserisce tra i palazzi e ti sbatte in faccia. Nevica, beh almeno non piove, ed il cielo nemmeno lo guardo, è coperto, già lo so. Devo andare in uni per alcune commissioni ma ieri ho fatto tardi, non sono troppo d'accordo con me stesso. Sono in un purgatorio pre-laurea, post e pre erasmus. Non ho niente da fare. Le lungaggini burocratiche mi hanno portato a Milano, perchè è la città dei record quella in cui sono ora, ben quattordici giorni prima. E per cosa? Per riceve la tesi stampata CORRETTAMENTE comunque IL GIORNO PRIMA della sua discussione. Eh, sì, questa è l'Italia.... MILLE COLORI.&lt;br /&gt;Mi mandano un messaggio da Uppsala, -20 gradi percepiti... beh chi sta la su almeno rimarrà ben mantenuto. La cosa forse peggiore di questa situazione sono i miei album in Svezia. Sono affossato sua una radio che streamma reggae roots 24-7 che è molto bella... ma... ho dovuto scaricare qualche canzone dei radiohead, nello specifico un live a mtv supersonics (che consiglio). Tutto quel peace &amp; love dopo un po' è stucchevole e non si addice al mio pessimismo interstellare, fanculo, ave al ladro!&lt;br /&gt;Il tempo che passa qui è talmente noioso che pure questo post non mi riesce interessante, nemmeno il pigiama 'a fantasia' che ho addosso tanto interessante non è.&lt;br /&gt;In compenso ho iniziato a leggere Hemingway (grazie Caprazzi), i 49 racconti, e devo dire che nonostante sia spinto a saltare le parti veramente troppo descrittive, mi piace molto il modo in cui usa le parole. E' un bravo autore, penso che fara' strada...&lt;br /&gt;Bene, non mi riescono nemmeno le battute, quindi taglio qui questo strazio allucinan...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110916656623350118?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110916656623350118/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110916656623350118' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110916656623350118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110916656623350118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/02/everyone-around-here-everyone-has-got.html' title='Everyone Around Here, Everyone Has Got Fear!'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110805783425988468</id><published>2005-02-10T18:59:00.000-08:00</published><updated>2005-02-10T16:56:23.830-08:00</updated><title type='text'>Chi vuol essere bigotto?</title><content type='html'>E' un po' che non scrivo su questo mio diario, vedo spesso dei blog pieni di inutili messaggi, giusto per riempire l'area Archivio, come se un blog pieno significasse una mente piena di buone idee o una vita piena di buone azioni.&lt;br /&gt;In questi giorni sto analizzando sempre più questa cultura svedese, cercando, a mio modo, lo scontro con quanti più svedesi possibili, per capire. Qualche giorno fa parlavo con una ragazza autoctona di come le nostre culture siano così differenti in maniera quasi speculare. Loro sentono il bisogno di una maggiore apertura, di una maggiore socievolezza mentre da parte nostra la mancanza è quella di una mentalità che più si presti al sacrificio per un senso comune di giustizia.&lt;br /&gt;Ok, detta così sembra un discorso di merda, ma penso che la sostanziale differenza sia riassumibile nel fatto che loro, gli svedesi, non sono capaci di trascendere oltre le regole impostegli. Una regola è presente quindi va rispettata e non va discussa. Questo avviene sia che il buonsenso (sempre che loro ne abbiano veramente uno proprio) gli dica o meno che quella regola è giusta.&lt;br /&gt;Dal mio punto di vista invece trovo molto interessante il nostro raggirare le regole, o spesso infrangerle, qualora noi riteniamo che queste siano ingiuste, lasciandoci quindi capaci di un'analisi del sistema e rendendoci così autonomi da un percorso segnato.&lt;br /&gt;Entrambi i sistemi sono indubbiamente efficaci ma altrettanto carenti. Nel caso svedese troviamo delle persone che come pecore seguono una serie di regole e leggi senza chiedersi se queste siano  o meno sbagliate, la loro origine e il loro scopo. Dal punto di vista italiano invece, ci troviamo come delle scimmie capaci sì di trascendere alcune regole imposte, ma incapaci di sacrificio davanti a leggi GIUSTE ma per noi scomode (vedi le tasse, le code, il riciclaggio...).&lt;br /&gt;Ok, forse 3 settimane sono poche per tale analisi, beh... ne sono consapevole, quindi queste parole valgono quello che sono: un post in un blog.&lt;br /&gt;Prima conversazione:&lt;br /&gt;Parla una 33enne studentessa di legge, penso in dottorato, con lavoro presso istituto penitenziario femminile. Bionda, occhi blu, bel seno (sposata con un coglione stile Steve Balmer).&lt;br /&gt;"Sì, l'italia è proprio una bella nazione ma non mi piace il vostro presidente del consiglio."&lt;br /&gt;Mhm, al meno su questo siamo d'accordo.&lt;br /&gt;"Sì non piace nemmeno a me ma che ci vuoi fare, ognuno ha quello che si merita. Ad ogni modo direi che a qualcuno non piaceva nemmeno il vostro ministro degli esteri (ndr. E' stata ammazzata qualche mese fa in un supermercato)."&lt;br /&gt;La ragazza rimane di ghiaccio.&lt;br /&gt;"Beh... ma questa è stata un'opera di un pazzo, non c'entra la politica."&lt;br /&gt;....&lt;br /&gt;"Perchè conosci assassini considerati sani?"&lt;br /&gt;Altro silenzio...&lt;br /&gt;"E poi se non sbaglio in quel periodo il parlamento stava discutendo un'eventuale ulteriore avvicinamento dei rapporti con l'UE..."&lt;br /&gt;"Sì ma sono state fatte indagini ed è stata opera di un pazzo in cerca di popolarità."&lt;br /&gt;Un ghigno si disegna sul mio volto, non riesco a reprimerlo ma non riesco nemmeno a metterla al muro, non ho prove. Cambiamo discorso:&lt;br /&gt;"E come la mettiamo col discorso System Boulaget (ndr. i negozi del monopolio di stato, unici col permesso di vendita di alcolici con grado maggiore di 3.5%)? Ieri sono passato davanti alla vetrina di uno (in un centro commerciale, ed aveva un'estensione doppia rispetto a qualunque altro negozio nell'edificio), e c'erano tutte e 7 le casse aperte, con al meno 25 persone per cassa in fila... non mi sembra l'immagine di una società sana."&lt;br /&gt;E qui ti voglio, rispondi a questo!&lt;br /&gt;"EH si, si questo in effetti hai ragione, ma per noi è una questione di cultura, è così da centinaia di anni. Anche voi avete la cultura del vino, no?"&lt;br /&gt;Cosa? Ammazzarsi di alcool è una questione di cultura? &lt;br /&gt;"Beh si, hai perfettamente ragione, noi abbiamo la cultura del UN BICCHIERE DI VINO a pasto, non del UNA BOTTIGLIA DI VODKA ogni volta che esco."&lt;br /&gt;Qui la ragazza cede, anche se non su tutta la linea.&lt;br /&gt;"Beh si, in effetti la questione è particolare e concordo con te, questo monopolio è una cosa stupida, lo stato ti vuole tutelare ma in realtà vuole beccarsi i soldi delle tasse".&lt;br /&gt;Beh, al meno cede sull'ipocrisia della cosa. Bene ora che ha ceduto è il momento dell'attacco frontale... le droghe!&lt;br /&gt;"Beh, allora se è giusto togliere il monopolio al'alcool, cosa ne dice della legalizzazione delle droghe leggere?"&lt;br /&gt;Il terrore si disegna sul suo volto...&lt;br /&gt;"Si così ci troviamo in strada la gente che si buca!"&lt;br /&gt;Trattengo il ghigno, trattengo la risata, ma la mia rigidezza dovuta al controllo vale più di mille parole.&lt;br /&gt;"Se non sbaglio quello che hai in mano è un bicchiere pieno di vodka e nell'altro hai in mano una sigaretta."&lt;br /&gt;Bene, ho tirato l'amo, ora vediamo cosa abbocca.&lt;br /&gt;"Guarda io lavoro in una prigione e tutte le donne che sono li in prigione sono in galera per reati legati alla droga".&lt;br /&gt;"Tipo?"&lt;br /&gt;"Guidavano sotto effetto di droghe, oppure sotto effetto di droga hanno commesso reati".&lt;br /&gt;"beh se non sbaglio e' illegale anche guidare sotto l'effetto di alcool, e la legalizzazione delle droghe leggere comporta la possibilità di farne uso solo in casa propria o nei coffe shop, quindi non ne vedo la differenza."&lt;br /&gt;"Sì vabè, non è che l'Olanda non abbia problemi."&lt;br /&gt;"Che abbia problemi non ci sono dubbi, però io olandesi che si ammazzano di canne non ne ho conosciuti ancora."&lt;br /&gt;Inizio quasi a pensare che sia troppo facile con questa... quindi la lascio stare ma non prima di porle la domandona finale&lt;br /&gt;"Non pensi sia possibile che quelle persone siano in galera per la stessa ragione per cui hanno cominciato a drogarsi? Magari non è la droga che li ha portati ad essere criminali, ma c'e' una ragione di fondo che li ha portati sia alla droga che alla criminalità? Dopotutto molti criminali da piccoli andavano all'oratorio, potresti dire che questa è quindi la causa? (TM Paolo Rossi)."&lt;br /&gt;La ragazza non prende nemmeno in considerazione la cosa quindi lascio perdere e cambio stanza.&lt;br /&gt;Questa era solo una delle mie vittime, a presto le prossime puntate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110805783425988468?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110805783425988468/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110805783425988468' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110805783425988468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110805783425988468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/02/chi-vuol-essere-bigotto.html' title='Chi vuol essere bigotto?'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110739445393881959</id><published>2005-02-02T16:24:00.000-08:00</published><updated>2005-02-02T17:34:13.936-08:00</updated><title type='text'>E l'uni?</title><content type='html'>Quando penso all'università in Italia, mi viene in mente l'angolo caffè al dipartimento di informatica, con il soffitto di polistirolo che e' cascato e ci sono infiltrazioni dappertutto. Tutto intorno case popolari. Ok, Milano ci mette del suo, il governo ci mette il resto, o meglio, non ci mette un cazzo. Il mio professore, piuttosto popolare in ambito accademico, ha un ufficio piccolo pieno di cartoni colmi di fogli e di libri che chiedono di essere bruciati più che letti. Lui puzza ed ha tick nervosi. Vorrei avere una foto del dipartimento, ma ho paura di rompere l'obbiettivo. Ho invece alcune foto del dipartimento di informatica qui ad Uppsala:&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/uni4.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/uni1.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://tyler.acaro.org/hammer/foto_mie_uppsala/uni2.jpg.small.jpg"&gt;&lt;br /&gt;Le porte hanno tutte un lettore per schede magnetiche.... sai qui gli studenti hanno accesso 24 ore su 24 7 giorni su 7. Al seminterrato ci sono delle intere sezioni dedicate agli studenti, dove ci sono forni microonde, cucine, armadiette, DOCCIE, le aule hanno 5 lavagne ed in effetti non capisco nemmeno io a cosa servano, con proiettori e sarcazzi vari. La mensa a 5 euro è molto buona, hai vari menu, e l'insalata è gratis comunque... come lo è l'acqua. Si anche in italia abbiamo la mensa (1, all'ISU) pranzi con + di 5 euro, e devi modificare il tuo ciclo biologico e presentertici alle 11:30 per fare una coda decente. Ah, dimenticavo, l'università è gratis per tutti gli studenti, qui in Svezia. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110739445393881959?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110739445393881959/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110739445393881959' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110739445393881959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110739445393881959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/02/e-luni.html' title='E l&apos;uni?'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110694691794732691</id><published>2005-01-28T13:41:00.000-08:00</published><updated>2005-01-28T13:21:18.386-08:00</updated><title type='text'>Etttttipareva!</title><content type='html'>E ti pareva! Tutto va bene e cosa succede? Mi ammalo! Un po' di febbre, niente di che, ma quello che da fastidio è che mi sono coperto bene bene (come vorrebbe la mammina) e la mia bella influenza in verità l'ho già avuta. Vabè tanto meglio, vorrà dire che stasera la passo a mettere un po' di foto sul mio blog, gentilmente offerte da Martin, il mio amico praghese.&lt;br /&gt;Molti di voi si sono chiesti chi fosse questa Paulina, bene eccola qui, mentre subisce il mio fascino:&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_e_paulina.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heh bene, abbiamo calmato qualche curiosità.&lt;br /&gt;La prossima foto è dedicata a questa ragazza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_e_annina_a_kallmar.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo voi questa ragazza di dov'è? ... Esatto... Germania!&lt;br /&gt;Questa foto riguarda invece la mitica Nadiah, l'australiana!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_e_nadiah.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok ok... basta donne per un attimo! I prossimi ospiti del post sono 2 uomini: il portoghese Andrè e il canadese Marco (detto Eminem)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_andre_e_marco.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eeheheh dovreste vedere eminem col cappello mentre si muove!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_e_violen_a_student_union.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perchè amo la Francia! Già già già...&lt;br /&gt;Ma ora cambiamo un po' argomento, oggi siamo stati a visitare Sigtura, quella che è considerata la prima e la più importante città vichinga. Il museo è pieno di cagate inutili però il viaggio è stato divertente! Eccoci mentre fotografiamo le papere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/io_nadia_barbara_papere.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e un paio di splendidi paesaggi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/albero_sigtuna.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;code&gt;&lt;img src="http://www.acaro.org/foto_blog/isola_sigtuna.jpg" /&gt;&lt;/code&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mica male eh? Peccato che questa gitarella mi sia costata una bella febbre!&lt;br /&gt;Vabè, un po' di storie in futuro, per ora accontentatevi di queste foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110694691794732691?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110694691794732691/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110694691794732691' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110694691794732691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110694691794732691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/01/etttttipareva.html' title='Etttttipareva!'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110679369926521966</id><published>2005-01-26T17:49:00.000-08:00</published><updated>2005-01-26T19:48:52.056-08:00</updated><title type='text'>Ma la vita è tutta qui?</title><content type='html'>Ok, ho finito di studiare, Andrè il portoghese mi chiama e ci incontriamo al bar vicino ad Ostgota. C'è una bella barista che sorride, prendo un cappuccino. La chiaccherata verte nuovamente sulle ragazze che abbiamo appena conosciuto. Decidiamo finalmente di andare a prendere qualcosa da bere per il party di stasera e poi di cenare. Mi sento tranquillo, ho dormito e fatto il mio dovere. Mi scrive Margot, la ragazza olandese, e stasera sarà dei nostri. Nadiah mi manda un messaggio, ci troviamo sotto casa mia ed andiamo alla festa assieme. Io e Andrè passiamo da casa mia, mangiamo e lui controlla la posta sul mio computer. Mi confida che senza di me sarebbe perso qui, lui ha una ragazza che lo aspetta in portogallo e qui si sente solo. Mi fa piacere di essere importante per qualcuno e mi fa piacere di averlo conosciuto. Arriviamo a casa, due chiacchere ed è già ora di andare alla festa. Sulla strada incontriamo degli altri studenti internazionali, mi bastano due battute e si aggregano. Bene mi dico, alla fine essere italiani non è poi tanto male. Sulla strada parliamo del più e del meno, vini italiani e vini australiani, manco me ne fregasse qualcosa. Arrivati alla festa vedo che il tutto deve ancora cominciare. Finisco la mia Coca Cola, la caffeina e i liquidi mi serviranno più avanti. Addocchio un paio di ragazze che mi lanciano qualche sguardo ammiccante. Da lontano 1000 miglia riconosco l'odore della ragazza facile. Non fanno per me. Piano piano senza che me ne possa rendere conto affluiscono sempre più persone, tutti australiani. Si abbracciano e baciano, è la loro festa. Il tasso alcolico sale così decido di aprire la mia bottiglia di Nero d'Avola. Sorseggio il mio vino cercado qualcuno con cui parlare, ma parlare di cosa? Il volume della musica è alto e non aiuta la conversazione. Il fatto che giri gente parlando di "cagate" non ti stimola. Mhm, facciamo un giro per i corridoi, cerco uno scorcio di originalità in questo mare di mediocrità. Niente. Vedo solo gente che beve e si rotola per terra nel suo vomito. Io e Andrè notiamo la tristezza della cosa ma Margot mi chiama, si è persa. Quando arriva la riesco appena a salutare ed è già li che parla con un australiano. Ok allora mi giro e cerco qualcuno con cui scambiare qualche parola, dopotutto di bere non ne ho tanta voglia. Nel frattempo il posto è pieno di gente. E nel frattempo il tasso alcolico sale. La media si aggira attorno ai 24 anni... adulti direte voi. Guardandomi attorno mi sembra di essere in American Pie 1, 2 e 3 messi insieme. Non è proprio il mio stereotipo di adulti. Vabè, mando giù un altro sorso di vino, alla fine sono solo le 10 di sera. Il posto è pieno di surfers in costume che ingurgitano alcool e vanno da una parte all'altra del corridoio su un lungo skateboard. Incrocio le dita... ti prego cadi e sbatti la testa. Cade ma non si fa male, anzi ride. E' un figo. Mi guardo intorno sperando di incrociare qualche sguardo amichevole. Niente. Solo sorrisi e occhi semichiusi. Dopotutto siamo qui per questo. Bah, non ne sono proprio convinto. Vabè, un altro sorso e via, dopotutto sono solo le 10:30. Cerco Margot, per dio, questa sera riuscirò a parlare, e sarà di qualcosa di interessante. E' li che parla con alcune persone quindi la raggiungo. Parlano di cartoni animati. Mi inserisco. Parlano dei puffi. Ricordo di aver letto che alcune persone sostengono che i puffi fossero una propaganda comunista. Grande puffo lo Stalin dalla barba lunga ed il cappello lungo. Vedo facce schifate... l'unico collegamento che riescono a fare è che puffetta fosse l'unica donna del gruppo, una gran puttana. Vabè mi dico, dopo tutto non hanno tutti i torti, le donne sfruttano il loro potere sessuale. Quindi le donne sono delle gran puttane. Beh, l'hanno detto loro non io. Per una volta posso evitare di sentirmi in torto. Passiamo dalla sigla di un cartone all'altro. Il discorso scema. Me ne vado. Ma vado dove? Vabè, sono solo le 11. Le prime persone iniziano a sboccare e sgomberare. Cercati una scopata, mi dico. Niente, quelle tre che ho ignorato non mi ridaranno gli stessi sguardi e le altre sono prese. Ok, dopotutto me lo merito. La bottiglia è finita. La gente sta uscendo e io mi sento solo. Dopotutto lo sono. Chi non lo è? Forse è per questo che lo fanno. Non sarà di certo questa serata a darmi la risposta. Quello che è certo è che stasera sarò l'unico a tornare da solo, anzi, sarò l'unico a tornare in compagnia di questa domanda: ma la vita è tutta qui? Rincoglionirsi in cerca di una scopata facile? Pare che lo sia, e pare che io sia l'unico che non l'abbia capito o che per lo meno non lo voglia accettare. Sento di essere stato snobbato tutta la sera, come un lebbroso. Mi tornano in mente le parole dell'italiano di turno: "non snobbare gli italiani, dopo qualche settimana ognuno cerca di stare con quelli della propria nazionalità e tu rischi di rimanere solo". Non lo posso accettare. Tutto il mondo NON è paese. Ok, la festa è finita e mentre torno a casa rifletto su questa situazione. Ieri ho scritto a Cristina, era l'unica che non avevo ancora sentito, le riporto che qui è bello e che mi sto integrando. Lei risponde che ha sentito che qui la danno via come il pane, che sabato hanno cercato di chiamarmi ma che probabilmente ero in "panetteria" e di andare avanti così. Ho un capogiro. Torno a casa. Mi sento una merda, la vita non può essere semplicemente lavorare fino al weekend dove cerchi di rincoglionirti il più possibile cercando di scoparti la più sconosciuta. Trovo Enrico. Come stai? Insomma... sono depresso. Perchè? Sono stato ad una festa, pare che la gente si voglia solo rincoglionire per scoparsi la prima che passa. E dove sta il problema? Incasso. Sono io lo sbagliato. Cerco una soluzione, uno scorcio con Hermano. Ce la mette tutto il mio compagno di sventura ma niente. L'unica cosa che mi resta da fare è andare a dormire, dopotutto domani c'è una festa e magari ci sarà abbastanza alcool per scopare e tutto si metterà a posto... forse.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110679369926521966?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110679369926521966/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110679369926521966' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110679369926521966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110679369926521966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/01/ma-la-vita-tutta-qui.html' title='Ma la vita è tutta qui?'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110661721937021965</id><published>2005-01-24T16:59:00.000-08:00</published><updated>2005-01-24T17:40:19.370-08:00</updated><title type='text'>Fika</title><content type='html'>Si lo so, rischio di essere frainteso, ma quella 'k' non è li per caso. Fika è il termine con cui in svezia si parla della pausa caffè. E perchè parlare esattamente di ciò qui? Per un puro scopo informativo? No. Vorrei invece mettere su carta (qualcuno conosce un termine VALIDO per rifermi a questa pratica nell'ambito dei computer?) una riflessione.&lt;br /&gt;Cito testualmente Paulina: "Fika è il termine con cui noi svedesi ci riferiamo ad un incontro non alcolico, di solito a base di caffe' o the". Io non ho potuto non ridere quando la tenera ragazza ha sentito il bisogno di specificare "non alcolico". Penso che ciò sia molto esplicativo e se per voi non lo è, fidatevi. Trovo particolarmente interessante notare come su una cosa che per noi è normale e su cui abbiamo addirittura fatto un serial tv, gli svedesi abbiano invece sentito il bisogno di creare un'istituzione con tanto di nome specifico.&lt;br /&gt;Un'aggravante? Il caffe' servito solitamente e' quella merda di caffe' americano... si quella roba che servono negli alberghi tedeschi quando vai in gita.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110661721937021965?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110661721937021965/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110661721937021965' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110661721937021965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110661721937021965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/01/fika.html' title='Fika'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110659007139965056</id><published>2005-01-24T08:10:00.000-08:00</published><updated>2005-01-24T10:07:51.400-08:00</updated><title type='text'>Prime Impressioni</title><content type='html'>Sono qui già da una settimana, quindi intitolare questo testo "prime impressioni" è un po' falso. Ad ogni modo cerchero' di inserire solo le primissime impressioni, approfondendo i vari temi nei post successivi. Prima impressione: lo stereotipo sulle donne svedesi è sbagliato, cioè non è vero che ci sono molte ragazze belle... sono TUTTE FIGHE. Seconda impressione: non fa cosi freddo. Bisogna aggiungere che come dicono qui questo è un inverno atipico, il termometro oscilla tra lo 0 e il -3, e "oscilla" è un termine eufemistico dal momento che il sole quando c'e' non riscalda.&lt;br /&gt;Si lamentano quindi del fatto che non faccia abbastanza freddo (vorrebbero tipo -15) e non possono andare a sciare o pattinare. Non so se mi spiego.... l'anno scorso faceva una media di -15 e in città c'era un metro di neve...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone sono di una disponibiltà disarmante, conoscono molto bene l'inglese (pure il vecchio a cui ho chiesto dove fosse il sale ieri al supermercato) ma non vanno molto oltre l'aiutarti. Il primo giorno tornavo a casa assieme a Paulina e mentre parlavamo lei ognitanto si/mi interrompeva per darmi il nome del posto e qualche cenno storico, con tanto di tono vocale da guida esperta. Dopo 10 minuti le ho dovuto gentilmente chiedere di smettere di "aiutarmi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, è vero che è molto bello che ti vogliano far integrare nella loro società, ma è anche vero che in questo modo ti fanno sentire estraneo. Vabè, i dettagli a presto.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110659007139965056?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110659007139965056/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110659007139965056' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110659007139965056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110659007139965056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/01/prime-impressioni.html' title='Prime Impressioni'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10365513.post-110657599856596160</id><published>2005-01-24T06:10:00.000-08:00</published><updated>2005-01-24T10:09:09.236-08:00</updated><title type='text'>Il giorno della creazione</title><content type='html'>7:45 - un caffe', un cornetto e 5kg di troppo al check-in. Finalmente un eccesso nella mia vita e guarda caso mi tocca pagare. Una signora alla "incelofanatrice" molto gentilmente mi ha consigliato di mettere qualche jeans nel bagaglio a mano, ho risparmiato, che gentile. Ha cercato di convincermi a comprare un portafogli, una vera mamma e' una mamma a prescindere da chi abbia di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7:47 - 2+2=5... parte la colonna sonora di Milano-Stoccolma solo andata, chissa' quale nota la chiudera'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7:50 - sono in sala d'attesa, sono circondato da biondi svedesi di mezza eta', inizio ad ascoltarli parlare ma per ora niente. Per ora sono a casa, sono loro gli stranieri, vaffanculo. Scruto la sala, niente fighe. Forse non viaggiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7:52 - Ho una ragazza di fronte a me, penso sia italiana, legge il Corriere...fascista! Magari se riesco le faro' uno sgambetto. Tra l'altro ho a portata di mano il trepiedi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8:00 - C'e' nebbia fuori, che sia un segno? Brancolo nella nebbia. Voglio pensare che Dio manderebbe segnali piu' articolati che una semplice nebbia, e' "banalotto" e "provinciale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8:30 - Inizia l'imbarco, io sono seduto vicino ad una ragazza. Sembra sia la prima volta che vola, pare agitata. Ha in mano la settimana enigmistica e un vocabolario inglese-italiano. Potrebbe essere straniera... che metodo per imparare l'italiano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11:20 - siamo a poco da Stoccolma, decido di vedere se e' svedese e le chiedo se "gotan", il suffisso che trovo su molti indirizzi, voglia dire "street" o qualcosa del genere. Le mostro l'indirizzo del mio studentato per farle un esempio. Lei e' italiana e verra' a stare allo stesso studentato...&lt;br /&gt;Si gira quella davanti... Verra' a stare anche lei ad Uppsala... Che probabilita' ci poteva essere che tutto cio' succedesse? Guardo fuori dal finestrino in cerca di un asino che vola, potrei cogliere l'occasione. Niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12:00 - Sono alla raccolta bagagli, il pilota non verra' ricordato per la leggerezza della sua mano. Ad ogni modo mentre attendo i bagagli "la fascista" si fa avanti... E' di Brunico e verra' ad Uppsala anche lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12:30 - Inizia il lungo viaggio composto da bus, bus, treni, sarcazzi. Il panorama e' fantastico, diciamo che in Svezia non hanno problemi con gli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15:00 - Uppsala, eccola la Parma del Nord. Io e Giovanna, la ragazza col mal d'aereo, ci procuriamo le chiavi della nostra stanza e cerchiamo un mezzo per raggiungerlo. Tutti sono incredibilmente gentili, nei tabacchini ci regalano cartine (mappe), e il signore del pullman ci spiega dove dobbiamo scendere, come si pronuncia la fermata etc. Sono colpito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16:00 - E' buio... cristo sembra notte... Ad ogni modo io e i miei 30kg di bagagli iniziamo a percorrere la strada che porta il nome di Rackabergsg. E' pieno di casette molto carine, le fineste hanno splendide tendine, vedo dentro piante, quadri, lampadari futuristici. Deve essere un complesso residenziale per famiglie. Non puo' essere uno studentato, gli studentati hanno solo una cosa riconoscibile dalle finestre: le crepe. Ad ogni modo il cartello non sembra essere daccordo. E' Lui, ecco lo studentato. Cristo se questi sono avanti...&lt;br /&gt;Trovo la mia palazzina, apro il portone con il mio badge... si avete letto bene, si entra col badge... Apro il corridoio e mi trovo in un appartamento molto molto accogliente, con una bella bionda che sta pulendo la sua stanza. E' Charlotta, finlandese, cosi' come lo e' il suo ragazzo che non fatica ad uscire a mostrare i suoi 2.40m di altezza. Ecco la mia stanza... mhm... esce anche da questa un tizio, Frederieck, un ragazzo belga che in teoria NON DOVREBBE ESSERE NELLA MIA STANZA. Ok, mi dice che il contratto scade quella sera, e che lui parte mercoledi, il giorno dopo si sarebbe tolto dai coglioni. Buon inizio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17:00 - Ho passato l'ultima ora a farmi spiegare un po' come vanno le cose qui da Fred. E' molto gentile, mi vende la sua bicicletta... sono a cavallo, anzi no. Mangio finalmente qualcosa, mi faccio una doccia e continuo la mia chiaccherata. Mi mostra come funziona la casa, la lavatrice che e' al piano sotterraneo che va prenotata attraverso un sistema computerizzato di coda, sempre attraverso il badge. Ho voglia di vomitare, fanculo Italia di merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18:00 - La chiaccherata continua, tiro fuori una cartina (mappa) e Freddy mi mostra un po' dove siamo, a quanto sia il centro e dove sono le Nation. Mi fa controllare la posta col suo computer e scopro che Internet mi sara' disponibile in stanza solo dopo una settimana. Sai.... hanno un sistema di firewalling molto avanzato che ti autentica sul MAC address e ti ridireziona sul proxy. Tutto e' trasparente scopro, puoi usare MSN, DC++, porno e quant'altro. Tra l'altro c'e'&lt;br /&gt;una rete interna in tutta Uppsala a cui possono accedere solo gli studenti con Hubs Dc++... il rigurgito antiitaliano ritorna, lo trattengo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22:00 - Mi metto daccordo con Fred in modo da permettergli di fare i bagagli e pulire la stanza. Io dormiro' nella stanza di un altro tizio in un altro "corridor", un suo amico che ora e' in qualche gita sarcazzo dove. Mi chiedo perche' si ostinino a chiamare questi appartamenti "corridors". C'e' una cucina, molto bella, con microonde, forno, piante e quant'altro. Una doccia, un bagno (in 2 stanze separate) 5 stanze da letto molto spaziose e ben arredate, con tanto di lavandino e specchio. Mi tornano in mente i dormitori italiani... sento l'acido gastrico salire l'esofago... mando giu'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22:30 - dopo gli sms d'obbligo, mi metto a dormire, domani mi aspetta una lunga giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10365513-110657599856596160?l=uppsomatosis.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/feeds/110657599856596160/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10365513&amp;postID=110657599856596160' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110657599856596160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10365513/posts/default/110657599856596160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://uppsomatosis.blogspot.com/2005/01/il-giorno-della-creazione.html' title='Il giorno della creazione'/><author><name>Uppsomatosis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14200453081656849262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://farm1.static.flickr.com/191/504037560_66e57a735e.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
